Tecniche di memoria: come studiare una lingua più velocemente

Sessione di studio
Studiare il più velocemente possibile.
Sì, ma come?

Grazie ai progressi nelle neuroscienze adesso sappiamo meglio cosa accade nel cervello quando impariamo qualcosa e, di conseguenza, possiamo migliorare il nostro modo di studiare per renderlo più efficace.

Possiamo addirittura osservare come funziona il nostro cervello quando impara. C’è un video online che mostra proprio questo! È affascinante: quando l’ho visto sono rimasta letteralmente a bocca aperta.

I neuroni, che puoi vedere nel video, sono come dei mattoncini che creano legami e costruzioni per far viaggiare le "informazioni". Ogni volta che apprendiamo qualcosa i neuroni si espandono tramite delle “braccia” e cercano di collegarsi fra di loro per costruire dei legami, delle catene.

Quando pensi a qualcosa che hai imparato un segnale elettrico passa attraverso questi collegamenti che, se non sono abbastanza forti, si rompono: se accade questo caso vuol dire che stai dimenticando quello che hai appreso.

Come rafforzare allora questi legami?

Muoversi!

Dagli studi della famosa esperta di apprendimento Barbara Oakley ho capito che il processo dello studio è basato sulla creazione di nuovi collegamenti fra neuroni all'interno del cervello.
Può venire in nostro soccorso l’attività fisica.

Quando fai movimento, infatti, il cervello rilascia la Bdnf, una proteina che aiuta i neuroni a crearsi degli agganci. Più ce ne sono più è facile per i neuroni collegarsi e quindi velocizzare il processo di apprendimento.
Non serve fare uno sport agonistico, basta una bella passeggiata a passo svelto.

Il tempo

Lo studio in generale, e quindi anche l’apprendimento delle lingue, richiede tanto tempo. O forse no?

Sempre dalle ricerche di Oakley sembra essere importante in che modo si utilizza il tempo in cui ci dedichiamo allo studio. Molta pratica si può fare facendo esercizi, parlando con madrelingua, utilizzando app, studiando sulle flashcards come quelle che puoi trovare sul Blog.

Ma lo studio intensivo non sembra essere efficace. Una delle scoperte più interessanti è che si impara meglio se spezzettiamo l’apprendimento in più sessioni con giorni di riposo in mezzo.

Ad esempio avrai più benefici dallo studio di una lingua in 7 sessioni di un’ora ciascuna, distribuite durante la settimana, rispetto a un’unica sessione di 7 ore in un giorno.

Non esagerare

Qualche giorno fa mi è capitato di cercare il testo di una canzone portoghese. Ad una prima lettura credo di aver capito solo il 20% del testo con mia grande frustrazione e scontentezza. Ho scoperto poi che la canzone era stata scritta negli anni ’30 e che quasi tutti i termini al suo interno ormai non sono più utilizzati: persino un madrelingua farebbe fatica oggi a comprenderla.

Cosa ho capito? È bene comprendere e accettare il livello nel quale ci troviamo. Meglio non cimentarsi subito con talk show in cui gli ospiti parlano molto velocemente, libri troppo difficili, giornali con un linguaggio specialistico, e questo vale almeno per l’inizio perché sarebbe inutile: per imparare ci serve il livello giusto di difficoltà.
Impari meglio quando quello che facciamo è sfidante sì, ma non troppo.

Fare pause e dormire

Molto di quello che studiamo non viene immagazzinato direttamente nella memoria a lungo termine, ma inizialmente in un’area più temporanea chiamata "Ippocampo". Per la comprensione di come funziona la nostra memoria puoi leggere la recensione di "Dove nuotano gli ippocampi" di Hilde e Ylva Østby.

Dall’ippocampo le informazioni vengono trasferite nella memoria a lungo termine, durante le pause e il sonno. Se non facciamo abbastanza pause o non dormiamo, l’ippocampo può risultare un po’ intasato, iniziamo a sovrascrivere le informazioni e dimentichiamo molte nozioni prima ancora che vengano immagazzinate nella memoria a lungo termine.


Noto con piacere che gli studi su queste tematiche sono sempre di più e sempre più approfonditi.
Non vedo l'ora di condividere qui sul blog le scoperte più interessanti e i consigli più utili. A presto!


La foto è di Julia M Cameron.

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Scritta della firma Chiara
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