Il giunco mormorante di Nina Berberova

Copertina libro Il giunco mormorante
"Il giunco mormorante" è un favoloso libro di Nina Berberova del 1958 tradotto negli anni '90. Nina Berberova è stata una poetessa e scrittrice che fa parte del panorama dei grandi della letteratura russa(per capirci se la intendeva con Achmatova, Blok, Gorkij e quindi la storia, il vecchio secolo poetico russo) e una delle voci degli autori transfughi dalla Russia della Rivoluzione.

Introspettivamente perfetto, ha una struttura stupenda basata su una poesia di Tjutčev utilizzata come epigrafe e dalla quale prende il titolo. Non è pretenzioso, non ha mille pagine, ne ha poco più di 70, eppure vi giuro che quando lo leggerete si farà ricordare a lungo.

Berberova ha colto e ha descritto con lucidità e fermezza il concetto della no man’s land, perché e come difenderla.

"Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria no man’s land, in cui è totale padrone di sé stesso. […] Queste ore […] possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la “linea generale” dell’esistenza".

I suoi pensieri si dispiegano in tre parti narrative e su tre città: Parigi, Stoccolma e Venezia e quella che può sembrare dall’inizio una storia d’amore fra due amanti, con un primo momento di separazione, poi incontro e un atto di coraggio finale, si è rivelata per me più una storia d’amore per sé stessi.

È un piccolo grande libro e uno dei miei preferiti perché fornisce il coraggio di dare corpo alla libertà e al mistero, di difendere la nostra interiorità e di volerci bene.

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Scritta della firma Chiara
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