Le abitudini per essere più produttivi: qualche consiglio da Saramago

Saramago
“E ora che faccio? Ora, dopo questo, cosa sono capace di fare?”

José Saramago è stato uno dei più famosi scrittori portoghesi.
Ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1998 ed è stato autore di una miriade di romanzi, racconti, poesie, opere teatrali e molto altro.

Ho letto qualche sua intervista sparsa sul Web: c’è molto materiale su di lui, anche in originale e le sue parole sono sempre di grande ispirazione.

Gli esempi che fa Saramago nelle interviste riguardano il mondo della scrittura, ma la produttività personale può interessare qualsiasi ambito della propria vita.

In un’intervista in particolare, gli sono state poste delle domande in merito al suo processo creativo e, viste le tematiche di cui si parla in questo blog, ho pensato potesse essere utile creare un articolo leggendo insieme qualche punto fondamentale. Ti va?

Ecco di seguito qualche spunto interessante con tutti i consigli più utili su creatività e produttività personale da uno scrittore che di successo ne ha avuto molto e che di testi ne ha scritti tantissimi durante il corso di tutta la sua vita.

La prima condizione per scrivere un romanzo


Per scrivere secondo Saramago è necessario intanto sedersi.

Adoro l’ironia di questo scrittore (potete assaggiare qualcosa nella recensione del libro “Le intermittenze della morte”).

Eppure sotto questa affermazione, se vogliamo anche un po’ banale, c’è un suggerimento da non sottovalutare e cioè quello di fare intanto un primo passo o, ancora meglio, mettersi nelle condizioni migliori per iniziare a svolgere quello che dobbiamo fare.

La creazione non è sofferenza.


Parte da un’affermazione: la pagina bianca è lì per essere scritta.

L’idea dell’atto creativo è spesso associato alla sofferenza. Questo non riguarda solo la creatività, ma tutte quelle attività in cui bisogna portare a termine un compito o arrivare a un risultato. Ma deve essere sempre così? Non potrebbe essere più semplicemente una questione di scelta?

Scegliere la soddisfazione per il lavoro portato a termine e non la sofferenza del solo pensiero di una pagina bianca davanti a sé.

È lì bianca proprio per essere riempita. E, pensa, a quante altre situazioni della vita può essere esteso questo ragionamento?

Non aspettare l’ispirazione


L’intervistatore chiede a Saramago se la sua visione è simile a quella di Picasso. Lui diceva infatti che l’ispirazione è 90% sudore e 10% ispirazione.

Saramago la pensa in un altro modo.

“Alla fine cos’è l’ispirazione? Quando compare? Una persona sta lì seduta, come per esempio io adesso, e all’improvviso arriva? No. Se tutto quello che ci passa per la testa la chiamassimo ispirazione allora saremmo tutti ispirati."

L’ispirazione ha a che fare con un processo mentale più sottile e lungimirante; un saper intravedere, cogliere e sfruttare un’idea. L’artista secondo Saramago è in grado di capire se un’idea, in mezzo alle tante idee che ci passano per la testa, può essere trasformata in qualcosa di più.

Una volta notata la afferra e continua a lavorarci.

Come non sentirsi persi?


Viene chiesto a Saramago se nel corso della scrittura di una delle sue opere o in generale si sia mai sentito perso o in un momento di stallo. Qui arriva una risposta meravigliosa.

“No, fino ad ora no. […] A volte può succedere che mi domandi: “E agora o que é que faço? E agora depois disto, o que é que sou capaz de fazer?”

“E ora che faccio? Ora, dopo questo, cosa sono capace di fare?”

Anche qui è tutta una questione di approccio alle varie situazioni e capacità di farsi le domande migliori per raggiungere i propri obiettivi.

“Non avere fretta e non perdere tempo”


Un consiglio che Saramago dava spesso agli scrittori più giovani. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è.

Non avere fretta, non pensare che tutto quello che si fa sia geniale e usa il tempo in modo che quello che fai possa darti un giorno una soddisfazione più completa possibile.

Fare le cose per sé stessi.


Nell’intervista parla delle Lusiadi di Camões e dice che quando quell’opera è stata scritta nel sedicesimo secolo in Portogallo c’era una percentuale di analfabetismo del 96%.

È un’opera rimasta lì ad aspettare che qualcuno la leggesse e venne scoperta a suo tempo diventando in seguito una delle opere più importanti della letteratura portoghese.

Quell’opera grandiosa non esiste perché destinata al 4% della popolazione, esiste perché Camões decise semplicemente di scriverla.

Pagina bianca

Tutto può partire da una pagina bianca


Ecco alcune idee non banali per applicare il consiglio di Saramago alle nostre attività quotidiane e smettere di rimandare:

  • Inizia la tua attività da un semplice passo. Spesso siamo poco produttivi perché non sappiamo da dove iniziare e sprechiamo tempo a controllare la posta elettronica, a fare un giro sui social, a leggere le notizie, ecc.
    Per evitare tutto questo iniziamo da un piccolo primo passo. Non credo che Saramago e Ken Mogi si siano frequentati molto, ma è qualcosa di cui ti avevo parlato anche in questo articolo.
    Un piccolo primo passo può essere ad esempio sedersi davanti al foglio, davanti al pc, oppure aprire un file e scrivere solo una frase. Questo piccolo passo è fondamentale. Più di una volta mi è stato di aiuto anche in attività semplici che continuavo a rimandare come la pulizia della casa: basta iniziare a pulire una mensola e, senza accorgertene, ti ritrovi ad aver pulito praticamente tutta la stanza.

  • Inizia un compito pensando alla soddisfazione del lavoro portato a termine più che alla sofferenza del momento.
  • Ci vuole grande lucidità probabilmente e tanta forza d’animo.

  • Inizia mettendo per iscritto tutto quello che ti passa per la testa in una specie di brainstorming di idee. Non tutto quello che penserai andrà bene, ma ti aiuterà a vedere che ci sono sempre nuove idee e collegamenti possibili anche dal pensiero che inizialmente sembra più sciocco o all’apparenza inutile.
    L’ispirazione ha a che fare con il cogliere un’idea fra le tante e lavorare su quella, più che con l'aspettare che arrivi l’idea geniale.

  • Inizia pensando già a tutto quello che sei riuscita o riuscito a portare a termine e chiediti “Ora cosa sono capace di fare?”

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Scritta della firma Chiara
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